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O' Letterà

“Ci sono due tipi di problemi nella vita. Quelli senza soluzione e quindi è inutile preoccuparsi e quelli che una soluzione ce l’hanno e quindi è inutile preoccuparsi.” (F. Volo)
May 19

SILENZIO...SI MAFIA!!

QUEI BRAVI RAGAZZI...

 

Forse è proprio vero che:

 

“La stampa è libera solo per chi la possiede.”.... da: Insider - Dietro la verità (1999) un film di Michael Mann con Al Pacino.

 

Due giorni fa la Corte d’appello di Milano ha confermato la condanna di Marcello Dell’Utri e del boss mafioso Vincenzo Virga a 2 anni di reclusione per tentata estorsione aggravata ai danni dell’imprenditore Vincenzo Garraffa. Nessun telegiornale ha dato la notizia. Così come nessun quotidiano, a parte un paio di trafiletti sul Corriere e su l’Unità. Il che è comprensibile: visti i suoi rapporti con la mafia, Dell’Utri fa paura. E i giornalisti italiani, come pure i loro editori, tengono famiglia. Si sarebbero scatenati con fior di articoli, commenti e interviste se fosse stato assolto, come la settimana scorsa quando la stessa Corte ha dichiarato innocente Berlusconi per la tangente che, con i suoi soldi, il suo avvocato pagò a un giudice.

Ecco: per sapere che Dell’Utri è sotto processo per estorsione, bisogna sperare che lo assolvano. Se lo condannano, nessuno ne parla e nessuno lo sa. Ma forse è meglio così: stiamo parlando del braccio destro di Berlusconi, ideatore di Forza Italia, senatore della Repubblica, membro del Consiglio d’Europa, già condannato in via definitiva a 2 anni per false fatture e a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Per molto meno si sciolgono i consigli comunali, qui bisognerebbe sciogliere il Parlamento. La tentata estorsione riguarda un fatto del 1992, quando Publitalia intermediò una sponsorizzazione della Heinecken sulle magliette della Pallacanestro Trapani per 1,5 miliardi di lire.

Ricevuto il denaro, il presidente del club Vincenzo Garraffa (medico e senatore del Pri) si vide chiedere indietro da Publitalia 750 milioni, cioè metà dell’incasso, ovviamente in nero. Rispose di non avere fondi neri e chiese la fattura. Niet. A quel punto - l’ha denunciato lui stesso ai giudici - Dell’utri lo minacciò: «Le consiglio di ripensarci, abbiamo uomini e mezzi che possono convincerla a cambiare opinione». Di lì a poco, invitato al “Maurizio Costanzo Show” con tutta la squadra, ricevette la disdetta senz’alcuna spiegazione. Poi, un bel mattino, al pronto soccorso dove lavorava, andò a trovarlo Vincenzo Virga, capomafia di Trapani: gli disse di essere lì per quel «debito» con gli «amici» milanesi. Garraffa resistette e denunciò tutto alla Procura di Palermo, che trasmise il fascicolo a Milano. Di lì il processo e la doppia condanna che, se confermata in Cassazione, si aggiungerebbe a quella definitiva per false fatture, porterebbe il totale a 4 anni e Dell’Utri in carcere (l’indulto, almeno per i reati con aggravante mafiosa, non dovrebbe scattare). Una notizia gravissima e importantissima. Invece, silenzio.

Onde evitare che qualche giornale, magari per sbaglio, ne parlasse, l’Ansa l’ha nascosta sotto un titolo depistante: «Sponsorizzazioni: confermata in appello condanna Dell’Utri». Come se il pover’ uomo fosse stato condannato perché sponsorizzava. Il testo, poi, è ancor meglio del titolo: «Dell’Utri era accusato, insieme a Vincenzo Virga, di tentata estorsione, in relazione alle modalità di sponsorizzazione della Pallacanestro Trapani…». Roba da bocciatura immediata all’asilo del giornalismo: non si dice che Vincenzo Virga è un capomafia arrestato dopo lunga latitanza per vari omicidi; e si fa credere che il processo riguardi «le modalità di sponsorizzazione», mentre si riferisce a un caso di vero e proprio racket mafioso, con un manager che, da Milano, manda il boss di Trapani a riscuotere un credito non dovuto, per giunta in nero, a un imprenditore siciliano.

Del resto, se si sapesse in giro che un senatore della Repubblica è condannato per racket, sarebbe più difficile interpellarlo su qualunque cosa accada nella politica, nella cultura, nell’arte e nello spettacolo, come fa il fior fiore della stampa italiota dipingendolo come un vecchio saggio e un sopraffino bibliofilo (infatti ha preso per buona persino la patacca dei diari del Duce). Martedì, giorno dell’ennesima condanna, il Corriere pubblicava un’intervista a Dell’Utri sulla sconfitta di Leoluca Orlando, definito dal senatore pregiudicato «un cadavere che cammina». Lo chiamavano così anche i mafiosi, tra gli anni 80 e i 90, quando lo volevano accoppare per le sue battaglie antimafia. L’ultima volta ci provarono i narcos, tre anni fa, in Sudamerica. Purtroppo fallirono il bersaglio, e il cadavere di Olando ancora cammina.

Altri, invece, hanno smesso di camminare nel 1992-’93.
Avevano il grave torto di non frequentare Vittorio Mangano, Vincenzo Virga e Marcello Dell’Utri. Gentaglia.

Marco Travaglio
da l'Unità del 17 maggio 2007

March 31

Lentamente...

Lentamente - Pablo Neruda

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

March 21

Io DI.CO si!

DI.CO. BASTA!
 
In questi giorni si sente tanto parlare dei cosiddetti DI.CO, diritti dei conviventi, e si è dato luogo ad una forte polemica, perchè, pare, distruggano la famiglia, facciano ridurre il numero dei matrimoni, ridicolizzano l'istituto del matrimonio...ma ci rendiamo conto che sono delle assurdità? Delle semplici scuse per mascherare la diffidenza verso ogni forma di apertura, verso ogni forma di civiltà!
Ma davvero la FAMIGLIA, il MATRIMONIO, possono essere messi in crisi dal semplice riconoscimento di quei diritti basilari a chi ha consapevolmente scelto di non sposarsi? Davvero siamo giunti a questo punto? Davvero la "crisi" della famglia potrebbe dipendere da questo?
Secondo me, saranno almeno 100 mila i motivi che hanno causato negli ultimi decenni la crisi della famiglia e sicuramente tra questi 100 mila è assurdo pensare che "privare, togliere" diritti a qualcuno, rafforzi un altro!!
Se io ho scelto di sposarmi e metter su famiglia, lo farò indipendentemente se al mio vicino di casa gli siano riconosciuti o meno quei fondamentali diritti di convivenza! Non mi sembra che io possa essere più o meno felice, che il mio matrimonio possa andare più o meno bene!
In realtà siamo un mondo di ipocriti che hanno paura delle diversità, delle novità, e che l'unico modo che hanno per salvaguardare la propria posizione è non permettere mai agli altri di "acquistare punti". Non lo facciamo forse in tutti i campi?
Allora, basta parlare di queste caz.... e affrontiamo il vero problema: siamo un paese civile? E allora rispettiamo anche chi prende scelte di vita diverse da quele che noi consideriamo "giuste", o chi, non per colpa sua, è attratto da persone dello stesso sesso.
Tra l'altro, a questi falsi moralisti, vorrei solo ricordare che se si approvassero questi famosi DI.CO, non sarebbe neppure questa grande novità legislativa che tutti dicono: sono almeno trent'anni che la giurisprudenza della Corte di Cassazione riconosce e tutela la "famiglia di fatto", riconoscendo diritti di risarcimento per danni, morali o patrimoniali, derivanti dalla perdita del convivente more uxorio.
Non mi credete? andatevi a leggere, tra le tante, le pronunce di Cass. 8 Febbraio 1977 n. 556, C.Ass. Genova 19 Novembre 1984, Cass. 28 Marzo 1994 n. 2988, Corte Cost. 26 Maggio 1989 n. 310 (per la successione del convivente more uxorio nel contratto di locazione)...etc...
Senza considerare che nessuno ha gridato allo scandalo quando si riformò l'art. 199 c.p.p. estendendo la facoltà di astensione dalla testimonianza "a chi, pur non essendo coniuge dell'imputato, come tale conviva o abbia convissuto con esso": questo era considerato normale perchè semplicemente un diritto minore?
Basta con le strumentalizzazioni: ricordiamoci che le stesse battaglie per i diritti sono state fatte dalle donne, dagli uomini di colore,etc... e anche allora c'era chi si opponeva con gli stessi ridicoli argomenti di adesso.
Oggi ci sembrerebbe assurdo pensare che le donne o chi ha il colore della pelle diverso dal nostro, abbiano meno diritti degli altri....tra vent'anni sarà lo stesso anche con i conviventi.
 
P.S
I dati sulla giurisprudenza li ho presi da "Questioni attuali di diritto privato", di E. Quadri...la mia parte speciale di diritto privato!!
 
 
 
 
March 19

WISH YOU WERE HERE (Pink Floyd)

VORREI CHE TU FOSSI QUI


Così, così pensi di poter distinguere
il paradiso dall'inferno?
Cieli blu dal dolore?
Puoi distinguere un campo verde
da un freddo binario d'acciaio?
Un sorriso da un velo?
Pensi di essere capace di distinguerli?

E ti hanno portato a barattare
i tuoi eroi con dei fantasmi?
Ceneri roventi per degli alberi?
Aria bollente con una fresca brezza?
Una magra consolazione per il cambiamento?
E hai scambiato una parte da comparsa in guerra
con un ruolo di comando in gabbia?

Come vorrei, come vorrei che tu fossi qui.
Siamo solo due anime perse
che nuotano in una boccia per i pesci.
Anno dopo anno,
correndo sempre sul solito terreno,
cosa abbiamo trovato?
Le stesse vecchie paure.
Vorrei che tu fossi qui.

Traduzione di "Wish you were here" -Pink Floyd-.

 

 


February 06

La morte è uguale per tutti

La morte è uguale per tutti...

...molti forse non se ne ricordano.

In questi giorni non si fa altro che parlare del poliziotto ucciso a Catania, dell'assurdità di morire per una partita di calcio, della giungla che sta diventando il calcio...tutte cose giustissime e che condivido in pieno.

Ma tutti finiscono col ripetere tutte quelle cose che ci dicono ogni minuto per televisione, senza soffermarsi su dei punti importanti:

   1)perchè una partita ad alto rischio come Catania-Palermo, per motivi di ordine pubblico non si è disputata di pomeriggio, o di mattina (come tra l'altro il prefetto di Napoli aveva proprosto per partite come Napoli-Juventus)???...Forse perchè Sky, e i presidenti di Lega, Federcalcio e compagnia cantando, gli stessi che oggi parlano di EVENTO ASSURDO, CHE NN DEVE RIPETERSIMAI PIU', così facendo si assicuravano proventi maggiori da parte degli sponsor??

   2)e perchè quando sono morti centinaia di tifosi, o quando nemmeno una settimana fa è stato brutalmente un ucciso un dirigente, il calcio non si è fermato??...Forse perchè "quegli eventi non toccano le tasche degli uomini al potere"??

   3)La morte, che sia di un tifoso, di un dirigente, o di un poliziotto non è sempre la stessa??

Forse, paradossalmente l'unico che in questa faccenda è rimasto coerente conn se stesso, col suo spirito "mangione" è proprio il caro presidente Matarrese: "I morti fanno parte del sistema...", forse però del TUO sistema,caro Presidente!!Come dargli torto???

 

 

 
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